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Data aggiornamento: 2012/05/17
Domanda concisa
Perché la preghiera è la chiave del Paradiso?
Domanda
Perché la preghiera è la chiave del Paradiso?
Risposta concisa

Gli obiettivi della creazione umana sono servire e conoscere Iddio l'Altissimo, ed è attraverso l'adorazione di Dio che l'essere umano raggiunge la perfezione e una stazione prossima a Dio. La preghiera è il miglior modo per manifestare la propria servitudine nei confronti del Creatore Sublime. Obbligarsi alle cinque preghiere quotidiane è fonte di eccellenza e potere spirituale, e allontana l'essere umano dal commettere peccati e dal comportarsi inadeguatamente, aumentando il taqwa (timore reverenziale) dello spirito umano. In questo modo si può comprendere perché la preghiera è la chiave della porta del Paradiso.

Non dobbiamo dimenticare che la preghiera è uno degli atti d'adorazione per il quale è stata considerata una ricompensa come la chiave del Paradiso, infatti negli hadìth anche l'amore per i puri Imam (A), la recitazione della frase la ilaha illa Allah (non c'è dio all'infuori di Allah), la pazienza, ecc., sono descritti come chiavi del Paradiso. Inoltre da queste tradizioni si deduce che la preghiera è legata in modo speciale all'unicità di Dio e all'amore per la Famiglia del Profeta (A).

Risposta dettagliata

In alcune fonti islamiche è stato riportato che il Profeta (S) disse: “La preghiera è la chiave del Paradiso”[1].

Considerando il nobile versetto «ed esegui l'orazione, in verità l'orazione preserva dalla turpitudine e dal peccato»[2] e altresì alcuni hadìth riguardanti la preghiera, si può dedurre perché la preghiera è la chiave del Paradiso. Per esempio il Profeta (S) disse: «La preghiera è il pilastro della religione, chi non la esegue, distrugge la propria religione»[3].

Inoltre disse: «Al momento di ogni preghiera immancabilmente un angelo richiama gli uomini ad alzarsi e a spegnere con la preghiera i fuochi che hanno acceso dietro di sé»[4].

Spiegazione: gli obiettivi della creazione umana sono la servitudine e la conoscenza di Iddio l'Altissimo[5]. Attraverso l'adorazione di Dio l'essere umano raggiunge la perfezione e si avvicina a Dio. La preghiera è il miglior modo per manifestare la propria servitudine nei confronti del Creatore. Inoltre l'adorazione, la preghiera e la supplica sono intrinseche nell'indole di ogni umano ed egli adempiendo gli atti obbligatori come la preghiera, tiene viva e coltiva questa realtà in se stesso e si pone sulla via delle azioni probe e dell'astinenza dalle turpitudini. Attenersi alle cinque preghiere quotidiane è fonte di eccellenza e forza spirituale, ciò allontana l'essere umano dal commettere peccati e comportarsi inadeguatamente; inoltre rafforza il taqwa dello spirito umano. In questo modo si può capire perché la preghiera è la chiave del Paradiso.

Non bisogna dimenticare che la preghiera è uno degli atti d'adorazione per cui è stata decretata la chiave del Paradiso come ricompensa; infatti negli hadìth anche l'amore per i puri Imam (A)[6], la recitazione della frase la ilaha illa Allah (non c'è divinità all'infuori di Allah)[7], la pazienza[8], ecc., sono considerate chiavi del Paradiso. Quindi l'essere la chiave del Paradiso non è una peculiarità della preghiera, però dato che essa è uno degli atti obbligatori a cui l'essere umano si dedica maggiormente rispetto agli altri atti adorativi, e da un altro punto di vista è una delle adorazioni non limitate a un tempo particolare, il suo adempimento in qualità di atto obbligatorio più importante, con le sue condizioni, ha come ricompensa il Paradiso. Inoltre da questi hadìth si deduce che la preghiera è legata in modo speciale alla fede nell'unicità di Dio, e altresì all'amore per la Famiglia del Profeta (A).

 

 


[1] Muhammad ibn Zayn al-Din Ibn Abi Jumhur, 'Awali al-Li'ali al-'Aziziyyat fi al-Ahadith al-Diniyyah, vol. 1, pag. 322, Dar Sayyid al-Shuhada' lil-nashr, Qom, prima stampa, 1405 AH; Muhammad Rey Shahri e collaboratori, Hikam al-Nabi al-A'zam (S), vol. 5, pag. 285, Dar al-Hadith, Qom, prima stampa, 1429 AH; Wahabat ibn Mustafa Zuhayli, Al-Tafsir al-Munir fi al-'Aqidat wa al-Shari'at wa al-Munhaj, vol. 6, pag. 102, Dar al-Fikr al-Ma'asir, Beirut, Damasco, seconda rist., 1418 AH; Jalal al-Din Suyuti, Al-Durr al-Manthur fi Tafsir al-Ma'thur, vol. 1, pag. 296, Nashr-e Ketabkhane-ye ayatollah Mar'ashi-e Najafi, Qom, 1404 AH:

«مِفْتَاحُ‏ الْجَنَّةِ الصَّلَاة».

[2] Sacro Corano, 29:45:

«وَ أَقِمِ الصَّلاةَ إِنَّ الصَّلاةَ تَنْهى‏ عَنِ الْفَحْشاءِ وَ الْمُنْكَر».

[3] 'Abdul-Hamid ibn Hibatullah ibn Abi al-Hadid, Sharh Nahj al-Balaghah, ricercatore e revisore: Muhammad Abulfadhl Ibrahim, vol. 10, p. 206, Nashr Maktabat ayatullah al-Mar'ashi al-Najafi, Qom, prima stampa, 1404 AH; Muhammad ibn Zayn al-Din Ibn Abi Jumhur, 'Awali al-Li'ali al-'Aziziyyat fi al-Ahadith al-Diniyyah, vol. 1, pag. 322, Dar Sayyid al-Shuhada' lil-Nashr, Qom, prima stampa, 1405 AH:

«الصَّلَاةُ عَمُودُ الدِّينِ‏ فَمَنْ‏ تَرَكَهَا فَقَدْ هَدَمَ الدِّين».

[4] Shaykh Saduq, Thawab al-A'mal wa Iqab al-A'mal, p. 35, Nashr Dar al-Radhi, prima stampa, 1406 AH:

«مَا مِنْ صَلَاةٍ يَحْضُرُ وَقْتُهَا إِلَّا نَادَى مَلَكٌ بَيْنَ يَدَيِ النَّاسِ أَيُّهَا النَّاسُ قُومُوا إِلَى نِيرَانِكُمُ الَّتِي أَوْقَدْتُمُوهَا عَلَى ظُهُورِكُمْ فَأَطْفِئُوهَا بِصَلَاتِكُم».

[5] Sacro Corano, 51:56: «E' solo perchè Mi adorassero che ho creato i jinn e gli uomini [affinché in questo modo si perfezionino e si avvicinino a me].»

[6] 'Imad al-Din Abi Ja'far Muhammad ibn Abi al-Qasim Tabari Amoli, Bisharat al-Mustafa li-Shi'at al-Murtadha, vol. 2, p. 68, Al-Maktabat al-Haydariyyah, Najaf, seconda rist., 2004; Mohammad Baqer Majlesi, Bihar al-Anwar, vol. 11, p. 114, Dar Ihya' al-Turath al-'Arabi, Beirut, seconda rist., 1403 AH.

[7] Bihar al-Anwar, vol. 48, p. 105.

[8] Ivi, vol. 75, p. 9.

 

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